Come funziona il ricorso in caso di verbale negativo ?
Quando l’INPS respinge una domanda per la pensione di invalidità, accompagnamento, cecità, sordomutismo o per i benefici della Legge 104, non è la fine del percorso.
Il verbale negativo può essere contestato attraverso un ricorso giudiziale,
con il supporto di esperti legali e medici.
Cosa facciamo per te:

Analisi del verbale e Valutazione medico legale.
Redazione del ricorso.
Perizia medico legale: se necessario facciamo preparare dai nostri medici legali una nuova perizia, per rafforzare il ricorso e dimostrare i requisiti per l’ottenimento di quanto ti spetta.
Deposito del ricorso in tribunale.
Aggiornamento costante sugli sviluppi della causa.
Assistenza in CTU: I medici legali di Tutela Invalidità ti accompagnano durante la visita con il CTU, fornendo il supporto necessario e confrontandosi con il consulente per garantire una corretta valutazione.
Esame e contestazione del parere CTU: Se il parere del CTU risulta ancora negativo, i nostri avvocati possono contestarlo presentando osservazioni scritte e richiedendo ulteriori chiarimenti o perizie.
Supporto legale fino alla sentenza finale.
Assistenza per la corretta liquidazione delle somme spettanti in caso di esito positivo.
Ecco come funziona l’iter del ricorso avverso il verbale dell’INPS.
1. Ricezione del Verbale Negativo
Dopo aver presentato la domanda all’INPS, se questa viene respinta, riceverai un verbale che motiva il diniego del riconoscimento dei benefici richiesti. Questo documento riporta i motivi della mancata concessione e specifica l’assenza dei requisiti sanitari o amministrativi richiesti.
2. Valutazione del Verbale
Una volta ricevuto il verbale, Tutela Invalidità mette a disposizione il suo team di esperti per una valutazione approfondita del documento. In questa fase, i nostri medici legali e avvocati specializzati analizzano le motivazioni del rigetto per individuare eventuali errori o valutazioni superficiali.
3. Preparazione del Ricorso Giudiziale
Se dalla valutazione emerge che il diniego è ingiustificato, si procede con la preparazione del ricorso giudiziale. Questa fase è cruciale e richiede una documentazione dettagliata per sostenere la tua posizione.
4. Deposito del Ricorso presso il Tribunale
Il ricorso viene depositato presso il Tribunale competente, generalmente quello del luogo di residenza del ricorrente. Una volta depositato, il Tribunale fisserà un’udienza per l’esame del caso.
5. Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU)
Durante il procedimento, il Giudice può nominare un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), un medico legale incaricato di valutare nuovamente il tuo stato di salute. Questa fase è cruciale, poiché il parere del CTU spesso determina l’esito del ricorso.
6. Sentenza del Giudice
Dopo la valutazione del CTU e l’esame delle prove, il Giudice emette una sentenza che accoglie o respinge il ricorso. Se il Giudice riconosce il diritto al beneficio richiesto, l’INPS sarà obbligata a erogare quanto dovuto, compresi eventuali arretrati.
7. Cosa Fare in Caso di Ulteriore Rigetto
Se il ricorso viene rigettato, non tutto è perduto. È possibile impugnare la decisione tramite appello, e Tutela Invalidità continuerà a sostenerti anche in questa fase, valutando tutte le opzioni legali disponibili.
Cosa Fare Quando l'Iter Amministrativo non si Conclude in Tempo? Ricorso per Mancata Convocazione a Visita Medica INPS
Il mancato rispetto dei tempi da parte dell'INPS può rappresentare una violazione dei diritti del cittadino.
Se l’INPS non ha convocato il paziente per la visita medica entro 120 giorni dalla presentazione della domanda, è possibile presentare un ricorso anche se l’iter amministrativo non si è concluso.
Quando è Possibile Presentare il Ricorso?
Il ricorso può essere presentato nei seguenti casi
Mancata convocazione a visita medica entro 120 giorni:
Se l’INPS non ha chiamato a visita il richiedente entro 120 giorni dalla presentazione della domanda, l’iter amministrativo si considera non concluso nei tempi previsti dalla legge.
Ritardo nella risposta:
Anche se la visita è stata effettuata, ma l’INPS non ha fornito una risposta entro 120 giorni, è possibile avviare il ricorso per sollecitare la conclusione del procedimento.
Perché il Ritardo dell’INPS è Importante?
I ritardi nell’iter amministrativo possono causare gravi disagi ai cittadini, soprattutto a coloro che necessitano urgentemente delle prestazioni richieste, come pensioni di invalidità, accompagnamento o benefici della Legge 104. Tali ritardi violano il diritto del paziente a una risposta tempestiva, ostacolando l’accesso a benefici fondamentali.
Come Funziona il Ricorso per Mancata Convocazione?
Tutela Invalidità ti supporta in ogni fase del ricorso per accelerare l’iter e ottenere una risposta rapida dall’INPS

Valutazione del Caso
Analizziamo la tua situazione e verifichiamo se sono trascorsi i 120 giorni senza convocazione a visita medica o senza risposta.
Preparazione del Ricorso
I nostri avvocati specializzati redigono il ricorso contro l’INPS, evidenziando il mancato rispetto dei tempi previsti dalla normativa. Il ricorso viene presentato al Tribunale del Lavoro, chiedendo l’accelerazione del procedimento e il riconoscimento dei tuoi diritti.
Assistenza in Tribunale
Durante il ricorso, verrai assistito dai nostri medici legali e avvocati esperti, che rappresenteranno le tue ragioni e solleciteranno una risposta rapida dall’INPS.
Esito del Ricorso
Il Giudice potrà disporre che l’INPS proceda tempestivamente alla convocazione a visita o a fornire una risposta definitiva sulla tua richiesta. In molti casi, il ricorso porta a una risoluzione più rapida dell’iter amministrativo.
